Interscambio complessivo con l'estero: gennaio 2010
Le importazioni subiscono, invece, una lieve flessione (meno 0,3 per cento), derivante da una crescita del 3,2 per cento dei flussi dai paesi Ue e da una riduzione del 3,7 per cento di quelli non comunitari.
Le dinamiche congiunturali dei flussi, misurate dai dati destagionalizzati, evidenziano a gennaio 2010, rispetto a dicembre 2009, una flessione dell’1,6 per cento per le esportazioni (meno 2,5 per cento per i paesi Ue e meno 0,4 per cento per i paesi extra-Ue) ed un incremento dell’1,1 per cento per le importazioni (meno 1,9 per cento per i paesi Ue e pił 5,3 per cento per quelli extra-Ue).
Negli ultimi tre mesi, rispetto ai tre mesi precedenti, al netto della stagionalitą le esportazioni aumentano del 3,3 per cento e le importazioni del 3,2 per cento, con andamenti positivi per entrambi i flussi e le aree di origine/destinazione.
Complessivamente, nel gennaio 2010 il saldo commerciale risulta negativo per 3.360 milioni di euro, in lieve miglioramento rispetto al deficit di 3.608 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.
Nel mese di gennaio 2010, considerando i settori pił rilevanti all’esportazione, si registrano andamenti tendenziali positivi per coke e prodotti petroliferi raffinati (pił 53,6 cento), sostanze e prodotti chimici (pił 25,9 per cento), articoli farmaceutici, chimico-medicali e botanici (pił 8,5 per cento), computer apparecchi elettronici e ottici (pił 8 per cento), articoli in gomma e materie plastiche (pił 7,6 per cento), mezzi di trasporto (pił 3,8 per cento, con un incremento degli autoveicoli del 14,7 per cento) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (pił 2,4 per cento).
Le maggiori flessioni si registrano per articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) (meno 11,7 per cento), macchinari ed apparecchi n.c.a. (meno 7,7 per cento), apparecchi elettrici (meno 4,2 per cento), articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili (meno 4,1 per cento) e mobili (-3,2 per cento).
Settori
Dal lato delle importazioni, considerando i principali settori, flessioni si rilevano per gas naturale (meno 42,4 per cento), articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) (meno 19,1 per cento), macchinari ed apparecchi n.c.a. (meno 16,6 per cento), articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili (meno 9,9 per cento), apparecchi elettrici (meno 9,3 per cento), prodotti delle altre attivitą manifatturiere (meno 7,7 per cento) e prodotti tessili (meno 2,3 per cento).
I maggiori incrementi si rilevano per petrolio greggio (pił 68,3 per cento), coke e prodotti petroliferi raffinati (pił 55,4 per cento), mezzi di trasporto (pił 16,7, con una variazione percentuale degli autoveicoli del 24,3 per cento) e sostanze e prodotti chimici (pił 14,4 per cento), articoli in gomma e materie plastiche (pił 6,6 per cento) e metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (pił 5,4 per cento).
Paesi
Nel mese di gennaio 2010 la dinamica tendenziale delle esportazioni č negativa verso l’area Ue (meno 1,4 per cento; meno 1,5 verso i paesi dell’Uem), mentre risulta positiva verso quella extra-Ue (pił 4,7 per cento). In particolare, tra i maggiori partner comunitari, diminuzioni significative riguardano:
- Belgio (meno 15,2 per cento)
- Austria (meno 4,1 per cento)
- Francia (meno 2,1 per cento)
- Germania (meno 0,7 per cento),
Fra i principali paesi extra-Ue quelli con le flessioni pił rilevanti sono:
- Russia (meno 10,2 per cento)
- Giappone (meno 10,1 per cento)
- paesi OPEC (meno 4,8 per cento).
Gli incrementi pił significativi si rilevano per:
- Turchia (pił 50,6 per cento)
- paesi ASEAN (pił 41,6 per cento)
- Cina (pił 38,9 per cento).
Dal lato delle importazioni i flussi dai paesi comunitari sono in crescita del 3,2 per cento, mentre sul mercato extra-comunitario si registra una flessione del 3,7 per cento.
Per i primi, andamenti particolarmente positivi si rilevano per Spagna (pił 35,2 per cento), Polonia (pił 23,8 per cento) e Francia (pił 3,7 per cento), mentre la Germania fa registrare una flessione (meno 5 per cento).
Fra i principali paesi extra-Ue flessioni rilevanti si evidenziano per Giappone (meno 35,5 per cento), paesi Mercosur (meno 18,6 per cento) e Cina (meno 17,9 per cento); incrementi si verificano per Turchia (pił 30,8 per cento) e India (pił 8 per cento).
Fonte: ISTAT
