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Olio extravergine di oliva: l'etichetta indicherà la provenienza delle olive

Storica decisione del Comitato di gestione UE sull’olio di oliva che rappresenta un passo fondamentale per il rilancio del settore e per la valorizzazione dell’olivicoltura italiana.

L’olio del Mezzogiorno d’Italia, caratterizzato da alta qualità ma da un basso prezzo di mercato, per anni ha sofferto le normative poco trasparenti e le frodi internazionali.

Ecco perché era particolarmente attesa la decisione del Comitato di gestione Ue “Oli e materie grasse” che ha definitivamente approvato la riforma del Regolamento 1019 del 2002.
A partire da luglio 2009 verrà introdotto l’obbligo di indicazione dell’origine, superando quindi l’attuale normativa UE, che prevede solo la facoltà di designare l’origine nazionale delle olive utilizzate nella molitura.

Per le miscele di oli, invece, bisognerà indicare se si tratta di oli di origine comunitaria, oppure di oli d'origine non comunitaria.

Molto soddisfatte le organizzazioni di categoria e le istituzioni italiane che per anni hanno sostenuto la necessità di salvaguardare maggiormente i consumatori e le produzioni di qualità, sia in occasione della riforma dell’OCM olio nel 2004, sia con il recente Decreto dell'ottobre 2007, che introduceva l’obbligo di indicazione a livello nazionale.

Vi sono quindi le condizioni giuridiche per considerare tutt’ora vigente il decreto De Castro, rendendo quindi obbligatorio sin da oggi l’indicazione dell’origine delle olive, senza attendere l’entrata in vigore della modifica del reg. UE 1019.

Ma la pressione italiana su Bruxelles non si ferma: il prossimo 17 febbraio le associazioni di categoria chiederanno alla commissaria europea all'agricoltura Fischer Boel il riconoscimento della risonanza magnetica quale metodo unico ufficiale di controllo comunitario su origine delle olive, controllo delle miscele e lotta alle sofisticazioni.

Fonte: Newsletter “Europea n. 168”