Le politiche commerciali nel 2009
Le comuni preoccupazioni dei governi sull’andamento della congiuntura hanno distratto l’attenzione dai temi negoziali. La persistente contrapposizione tra i paesi avanzati e quelli emergenti o in via di sviluppo impedisce la conclusione dei negoziati.
Nel settore agricolo esistono alcune aree di parziale accordo, ma sui sostegni interni ci sono ancora molte questioni da discutere. Per i beni non agricoli, la distanza tra paesi avanzati ed emergenti nei livelli tariffari rende difficile trovare un accordo su modalità ed entità dei tagli da effettuare. Anche i negoziati sui servizi, condizionati dall’andamento degli altri settori, procedono a rilento.
Nonostante le critiche subite per l’incapacità di sbloccare i negoziati, l’OMC ha svolto nel corso del 2009 un ruolo importante nel limitare le pressioni protezionistiche suscitate dalla crisi. Non sembra esserci stato da parte dei governi un ricorso generalizzato a misure di protezione esplicite, quali provvedimenti anti-dumping, attivazione di clausole di salvaguardia, o introduzione di nuovi dazi o misure non tariffarie.
Alcuni paesi, soprattutto sviluppati, hanno utilizzato misure di protezione indirette, come ad esempio forme di sostegno pubblico ai produttori nazionali e interventi di regolazione dei mercati interni, con potenziali effetti di discriminazione delle importazioni, difficilmente identificabili e contrastabili con le procedure previste dall’OMC. Nei primi mesi del 2010, in concomitanza con la ripresa degli scambi, il numero di misure di difesa commerciale messe in atto ha iniziato a scendere.
Le perduranti difficoltà dei negoziati multilaterali offrono stimoli alla tendenza a concludere accordi commerciali preferenziali, regionali e bilaterali, che tuttavia tendono spesso ad escludere i settori più protetti, come l’agricoltura o i servizi.
All’inizio del 2010 il numero degli accordi in vigore notificati all’OMC era arrivato a 257, gran parte dei quali rappresentata da aree di libero scambio. Questa tendenza sembra essere stata accentuata dal rallentamento degli scambi internazionali, che ha messo molti paesi davanti all’esigenza di cercare nuovi mercati per le proprie imprese in tempi più brevi di quelli normalmente necessari per le negoziazioni multilaterali.
Altri fattori che hanno contribuito all’aumento degli accordi preferenziali, in particolare bilaterali, includono la competizione tra i principali esportatori per aumentare le proprie quote sui mercati internazionali, il timore da parte dei paesi esclusi dagli accordi esistenti di risultare penalizzati da una minore partecipazione agli scambi e l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle catene internazionali di produzione.
Nonostante sia in vigore nell’OMC un nuovo meccanismo di comunicazione e trasparenza per cercare di conciliare gli accordi bilaterali e regionali con quelli multilaterali, rimangono validi i timori che lo spostamento degli scambi mondiali verso un sistema di preferenze incrociate e sovrapposte porti a un aumento della complessità delle procedure e a una distorsione degli scambi, a scapito soprattutto dei paesi più piccoli e marginali.
L’area più dinamica nel dar vita ad accordi preferenziali è stata ancora una volta l’Asia-Pacifico, ma ne sono stati conclusi ovunque.
La Cina nel 2009 ha completato i negoziati con il gruppo dei sei paesi fondatori dell’ASEAN, che prevede l’azzeramento delle tariffe sulle importazioni sul 90 per cento dei prodotti industriali. Il potenziale di quest’area di libero scambio è forte, anche se persistono molte barriere non tariffarie.
Nel 2009, l’interesse per gli accordi bilaterali è aumentato anche nell’Africa sub-sahariana, che finora aveva dato priorità ad una rete complessa di accordi sub-regionali sovrapposti.
L’Unione europea ha continuato le negoziazioni che aveva in atto. Di particolare rilievo sono i negoziati di partenariato economico con i paesi del gruppo Africa, Caraibi, Pacifico (ACP), anche se alcuni contrasti ne ritardano la conclusione.
Tratto da: “L’Italia nell’economia internazionale - Rapporto ICE 2009 - 2010”
